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A Perugia parte il progetto ‘Ti ascolto’ a supporto di chi è in difficoltà

Il centro di ascolto è a Ponte San Giovanni o usufruibile telefonicamente


Perugia, 31 maggio – L’Adoc (Associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori) Umbria-Perugia realizza il progetto ‘Ti ascolto’, un servizio di accoglienza, ascolto e orientamento per persone singole, famiglie o nuclei in difficoltà. “Il coronavirus, con i cambiamenti imposti – commenta la presidente di Adoc Umbria-Perugia Ada Girolamini – ha generato disorientamento, a volte paura e angoscia, altre volte bisogni e problemi nuovi. Un primo servizio di orientamento aiuta certamente a costruirsi il giusto percorso, non da soli ma supportati da personale altamente qualificato. Siamo convinti che questo servizio sia essenziale, come già sperimentato altrove, per recuperare forza ed equilibrio per percorrere la propria strada nel modo migliore”. Il centro di ascolto, in via sperimentale, funzionerà sia in via telefonica (al numero 353.4217838) che per appuntamento de visu a Ponte San Giovanni di Perugia, in via Catanelli 100, nella sede della Uilp. Finalità generali del progetto sono quelle di recuperare le relazioni sociali, familiari e professionali, accrescere e migliorare il benessere e la qualità della vita di tutte le persone. Obiettivi specifici, invece, attraverso l’ascolto, invitare le persone alla percezione della propria condizione fisica ed emotiva (fatica, spossatezza, stanchezza, stress) e dei segnali di malessere collegati, affinché la persona possa ritagliarsi un tempo preciso da dedicare a pause, rilassamento e allentamento delle tensioni. “Non solo tsunami sanitario ed economico – spiega ancora Girolamini –: in questo momento è la dimensione sociale, relazionale e del benessere mentale delle persone a preoccupare particolarmente. Una dimensione che non aveva mai sperimentato il distanziamento, le chiusure e la convivenza forzata. Sono state stravolte le relazioni umane, familiari, affettive, scolastiche e professionali. È stato stravolto il rapporto tra giovani, tra figli e genitori, tra famiglie e scuole, tra datori di lavoro e dipendenti, tra colleghi”. “I genitori – conclude la presidente di Adoc Umbria-Perugia – hanno dovuto trasformare le proprie case in aula scolastica, parco giochi, luoghi per il lavoro personale organizzato in smart working. Senza parlare dei conflitti familiari pre-esistenti che la convivenza forzata ha amplificato in maniera drammatica e con esito spesso fatale per le donne. Dunque, solitudine, precarietà per il futuro, forte preoccupazione per la propria salute, difficoltà in ambito lavorativo, paura, ansia e incertezza è il quadro che emerge”.



31 Maggio 2021

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