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Rapporto Imu 2021: ecco i numeri del tax-day a Perugia e Terni

L’analisi realizzata dalla Uilca Umbria: “Necessarie modifiche in ottica di maggiore equità”


Perugia, 14 dicembre – Entro la scadenza del 16 dicembre 2021 saranno oltre 25 milioni i contribuenti italiani chiamati a versare il saldo relativo all’Imu, di cui oltre 300mila umbri. Il 41 per cento di coloro che pagheranno il saldo saranno rappresentati da lavoratori dipendenti e pensionati. La Uilca Umbria (Uil credito, assicurazioni ed esattorie), ha rielaborato il consueto rapporto curato dal servizio Lavoro, coesione e territorio della Uil Nazionale che fotografa l’impatto sulle tasche dei possessori di seconde case e seconde pertinenze o, in caso di immobili di lusso, anche sulla prime case. Il gettito stimato tiene conto delle modifiche introdotte nel corso del 2021 per alcuni immobili individuati nei vari decreti di contrasto alla pandemia da Covid-19. Il 16 dicembre, a livello nazionale, con il saldo Imu si prevede che verranno versati 9,7 miliardi di euro a fronte di un gettito complessivo annuo di 19,5 miliardi di euro. Fra questi ci sono anche 3,5 milioni di proprietari prima casa che pagheranno l’Imu sulle seconde pertinenze, quali cantine e garage. Vediamo adesso i dati nelle due città capoluogo dell’Umbria, i cui costi sono rapportati a un’abitazione con rendita catastale derivante dalla media ponderata delle abitazioni delle singole città, sulla base di dati tratti dall’Agenzia delle entrate. Per gli immobili di lusso si è tenuto conto di quelli ascritti alle categorie catastali A/1, A/8, A/9. Invece, per l’Imu/Tasi relativa alle seconde pertinenze dell’abitazione principale i costi medi nelle città fanno riferimento alle rendite medie calcolate per una cantina di circa 8 metri quadrati e un garage di circa 18 metri quadrati, sempre su dati Agenzia delle entrate. A fronte di un ammontare medio del saldo Imu/Tasi di 535 euro a livello nazionale (importo annuo 1.070 euro), l’importo dovuto mediamente a Perugia ammonta a 425 euro (849 euro annui), mentre a Terni si pagheranno 443 euro (885 euro annui). Una somma maggiore dovuta dai ternani che, se invece possiedono una prima casa di lusso risparmieranno in maniera consistente poiché saranno chiamati a versare appena 984 euro di saldo (1.968 euro annui), rispetto ai 1.791 euro dei perugini nelle stesse condizioni (3.582 euro annui). Ciò a fronte di un saldo Imu medio italiano di 1.307 euro (2.623 euro annui). Questi numeri sono la conseguenza di aliquote differenziate applicate nei due capoluoghi umbri che corrispondono al 10,6 per mille di Perugia, il massimo di legge, e all’11,4 per mille di Terni, che risulta una delle 16 città italiane ove opera la ex addizionale Tasi che consente il superamento dell’aliquota massima. Per quanto riguarda le aliquote applicate alle prime case di lusso i due capoluoghi umbri si trovano appaiati con il loro 6 per mille, di un soffio superiore al 5,9 per mille riscontrato come media nazionale. Se invece esaminiamo la situazione delle seconde pertinenze i dati umbri risultano in entrambi i casi migliori della situazione nazionale (versamento medio di 55 euro) e del tutto simili fra di loro. La media dell’Imu/Tasi dovuta si attesta a 40 euro di Perugia contro i 39 euro di Terni. Se a Perugia si versano 23 euro per una cantina e 56 euro per un box-posto auto, a Terni gli importi ammontano rispettivamente a 24 euro e 54 euro. Il tema della tassazione immobiliare sta tornando con forza nel dibattito politico ed economico italiano a seguito dell’approvazione da parte del Governo della delega fiscale in discussione in Parlamento. Per Luciano Marini, segretario generale della Uilca Umbria, “potrebbe essere necessaria una modifica dell’Imu e delle sue aliquote, da rivedere in maniera organica, come tra l’altro previsto dalle linee guida del Pnnr, in un’ottica di una maggiore equità nella tassazione del mattone”. “Sarebbe finalmente opportuno – ha commentato Valentina Gallarato, segretaria regionale di Uilca Umbria con delega sul comparto esattoriale – prevedere che l’immobile di chi ne possiede uno soltanto e con mutuo in corso, ancorché abbia la residenza altrove, sia considerato prima casa e quindi non gravato da tassazione”. Secondo Luca Cucina, segretario generale aggiunto della Uilca Umbria, “andrebbe fatto un intervento su quegli immobili, risalenti in molti casi ad alcuni decenni fa, e sicuramente non di lusso, che sono stati oggetto di interventi e ampliamento nel corso del tempo, con attribuzione di nuove particelle che oggi si trovano a pagare l’Imu su porzioni immobiliari che di fatto sono uniche e indivisibili con le restanti”. “La questione della tassazione immobiliare – spiega infine segretario generale della Uil Umbria Maurizio Molinari – va posta in stretta correlazione con la riforma del catasto, un’operazione necessaria per aggiornare i dati ai valori degli immobili nel tempo modificati, ma l’operazione dovrà essere realizzata ad invarianza di gettito complessivo”.



14 Dicembre 2021

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