CONFEDERAZIONE - ECONOMIA

Primo maggio, Bendini (Uil): la rinascita passa dal lavoro per tutti

Il segretario generale della Uil Umbria interviene in occasione della Festa dei lavoratori


Perugia, 29 apr. – “‘Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo’. Queste parole Sandro Pertini le pronunciò oltre quaranta anni fa. Ma quest’anno la Festa dei lavoratori vedrà troppe persone soffocate dal timore di non farcela a ripartire e a sostenere la concorrenza di un mercato complesso e senza scrupoli, di non avere abbastanza energia e risorse per assicurarsi il diritto fondamentale al lavoro”. Si apre così l’intervento del segretario generale di Uil Umbria Claudio Bendini in vista della festività del Primo Maggio. “Oggi l’emergenza sanitaria – prosegue Bendini – sembra aver minato all’inverosimile tutti quei valori che sono alla base del Primo Maggio: lavoro, convivenza, solidarietà, libertà, giustizia sociale, crescita omogenea del popolo in un contesto europeo e mondiale. Valori che abbiamo dato sempre per presenti o, quantomeno, come traguardi da raggiungere, affermare e difendere. Siamo di fronte a uno scenario che verosimilmente sarà destinato a cambiare. Sta a tutti noi vigilare perché gli insegnamenti derivati da questa difficile crisi sappiano orientarsi su percorsi positivi di rinascita, a partire certamente dalla tutela della salute, ma anche dei posti di lavoro. La quarta rivoluzione industriale, quella dell’intelligenza artificiale, è in atto, ma nessuno però pensi di poter fare a meno di qualcuno, creando nuovi esclusi, provocando altre espulsioni ed emorragie dal mondo del lavoro. Siamo a un giro di boa persino nel modo di intendere il lavoro e il Covid-19 ha accelerato anche questo aspetto”. Le donne. “Non possiamo, inoltre, non notare – sottolinea il segretario Uil – come nel mondo la pandemia abbia messo in evidenza le donne: scienziate, medici, manager e statiste hanno dimostrato di avere una marcia in più. Questa non è un caso. Le donne sono il valore da potenziare, non semplicemente un valore aggiunto”. “In questo Primo Maggio – afferma Bendini –, in cui nuove povertà sono pronte ad affacciarsi sullo scenario umbro e nazionale, mi piace richiamare un passo della Rerum Novarum di Papa Leone XIII: ‘È giusto che il governo s’interessi dell’operaio, facendo sì che egli partecipi in qualche misura di quella ricchezza che esso medesimo produce, cosicché abbia vitto, vestito e un genere di vita meno disagiato. Si favorisca dunque al massimo ciò che può in qualche modo migliorare la condizione di lui, sicuri che questa provvidenza, anziché nuocere a qualcuno, gioverà a tutti, essendo interesse universale che non rimangano nella miseria coloro da cui provengono vantaggi di tanto rilievo’. Questo resta un obiettivo imprescindibile, di cui devono farsi carico le istituzioni a qualsiasi livello, gli imprenditori e le stesse organizzazioni sindacali. Di fronte a quello che è accaduto, non si può continuare a perseguire solo e soltanto il profitto personale, ai danni di talune categorie di persone. Lavoro per tutti, solo così si cura la dignità delle persone e si concretizza la vera partecipazione alla res publica”. “È dunque – conclude Bendini – un Primo Maggio che ci chiama a vigilare. A questa Festa glielo dobbiamo: solo mantenendo vivi e concreti i valori che sono alla sua base, potremo dire che esiste una Giornata dei lavoratori, piena di concretezza e non di enunciazioni di circostanza”.



29 Aprile 2020

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