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Agenzie fiscali dell’Umbria in stato di agitazione: il 23 gennaio assemblea in concomitanza in tutta Italia

Tante le questioni aperte. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsalunsa e Flp guidano la protesta dei lavoratori


Agenzie fiscali dell’Umbria in stato di agitazione. Ad annunciarlo sono le segreterie regionali dei sindacati umbri di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsalunsa e Flp, che in una nota congiunta comunicano che nel corso della prossima settimana si terranno le assemblee del personale della Direzione regionale dell’Umbria e delle Direzioni provinciali di Perugia e di Terni dell’Agenzia delle entrate. Le assemblee culmineranno in una ulteriore assemblea di giovedì 23 gennaio, in concomitanza in tutti gli uffici d’Italia e in vista della manifestazione a Roma programmata il prossimo 6 febbraio con presidio dinnanzi al Ministero delle Finanze. “Nel corso delle assemblee – spiegano le organizzazioni sindacali – le nostre segreterie regionali e il personale riunitosi hanno esaminato la situazione attuale in cui versa l’Agenzia delle entrate e le condizioni di estrema difficoltà in cui è costretto a operare il personale. I lavoratori hanno preso atto dei motivi che hanno condotto i coordinamenti nazionali dei sindacati a proclamare lo stato di agitazione, comunicato con nota inviata lo scorso 30 dicembre 2019 al Ministro dell’economia e delle finanze e successivamente, in data 31.12.2019, al direttore vicario dell’Agenzia delle entrate e a tutti i lavoratori. Al termine delle assemblee i lavoratori hanno deciso di aderire allo stato di agitazione, condividendone i motivi e constatando che nonostante le manifestazioni sindacali unitarie dei mesi scorsi, non è stato dato corso, con l’adozione di specifici provvedimenti, alle rassicurazioni ricevute dall’autorità politica per la soluzione delle diverse criticità evidenziate”. “Ad oggi – scrivono ancora le organizzazioni sindacali – i vertici dell’Agenzia non hanno fornito risposte risolutive delle problematiche evidenziate. Queste riguardano le gravissime carenze del personale che risulta in diminuzione, a fronte dell’aumento dei volumi di produzione, con la conseguenza che i carichi di lavoro risultano ormai insostenibili, non consentendo di prestare alla collettività un livello e una qualità idonei di servizi, né di attuare la lotta all’evasione che il Governo afferma di voler perseguire; il deficit di risorse finanziarie da destinare al salario accessorio che si accompagna ai cronici ritardi nell’erogazione al personale, ormai bloccata ai risultati raggiunti nell’annualità 2017; le difficoltà organizzative che renderebbero necessari investimenti economici e finanziari e interventi regolamentari e contrattuali, aggravate dall’assenza di un direttore dell’Agenzia e della sostanziale inoperatività del Comitato di gestione”. “Nell’ambito delle difficoltà e carenze organizzative – specificano le organizzazioni sindacali – i lavoratori hanno preso atto della situazione venutasi a creare al termine della riunione sindacale del 30.12.2019 in Agenzia delle entrate, in merito alle posizioni organizzative e di responsabilità, ex articoli 17 e 18 del Ccnl di Agenzia. Nonostante le pre-intese e gli accordi dei mesi scorsi, con cui si era individuato un percorso per l’affidamento e la gestione dei citati incarichi e l’estensione di tali posizioni anche agli Uffici provinciali del territorio, l’Agenzia non ha prospettato una soluzione, neppure a fronte della mancata certificazione da parte degli organi di controllo. Per cui al termine del 2019 tali incarichi hanno avuto scadenza e tali posizioni organizzative, anziché essere estese agli Upt, sono venute meno anche all’Area Entrate. Rispetto a tale problematica è stato posto in evidenza quanto espresso dai coordinamenti nazionali dei sindacati nel diffidare l’Amministrazione ad attribuire, senza remunerazione, agli ex titolari delle predette posizioni, con atti dispositivi di delega di firma, sostanzialmente le funzioni proprie venute meno allo scadere dell’incarico. Ciò in quanto l’esercizio di fatto delle funzioni non retribuite contrasterebbe con le previsioni del Ccnl, attribuendo un compito aggiuntivo per il quale potrebbe essere richiesto comunque in sede legale l’emolumento equivalente per ingiustificato arricchimento dell’amministrazione. Ad oggi, si è constatato che, anche grazie alla posizione assunta dalle organizzazioni sindacali, dagli stessi ex titolari delle predette posizioni e dai lavoratori tutti, le due Direzioni provinciali dell’Umbria hanno deciso di non delegare ai citati ex titolari di posizioni la firma degli atti, riportando la delega in capo ai relativi Poer. Ciò pur non comportando una risoluzione della specifica criticità venutasi a creare, ha quantomeno avuto come risultato quello di non generare ulteriori problemi e conflittualità, in un contesto che appare di per sé già caratterizzato da complessità ed elevata difficoltà operativa in cui si trovano, in questa fase, i lavoratori dell’Agenzia. Restano poi sempre aperte e irrisolte questioni rilevanti quali il rinnovo contrattuale, l’ordinamento professionale e i passaggi tra le aree”.



18 Gennaio 2020

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