UILFPL - ECONOMIA

Politiche attive del lavoro: la proposta di legge regionale non piace ai lavoratori di Arpal

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Perugia, 17 marzo – “Riteniamo imprescindibile il ruolo pubblico nelle politiche attive del lavoro e per questo valutiamo con preoccupazione un ipotetico ridimensionamento del suo perimetro, a vantaggio di agenzie private, come anticipato nella proposta di legge regionale sul mercato del lavoro in Umbria”. È quanto si legge in un documento approvato all'unanimità al termine dell'assemblea sindacale di Arpal Umbria, Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, partecipata da circa 70 lavoratrici e lavoratori, insieme a Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl. “La grave crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria dovrebbe sollecitare uno sforzo per rendere trasparente il mercato del lavoro e favorire i sistemi formali di incontro tra domanda e offerta e non elargire sovvenzioni a pioggia verso operatori privati che si troverebbero ad agire con finanziamenti pubblici (BUL) per assolvere una funzione esercitata fondamentalmente per profitto anziché per ruolo sociale”, si legge nel documento. E anche nel caso in cui si andasse verso una soluzione cooperativa tra pubblico e privati, secondo i sindacati e la Rsu Arpal “dovrebbero innanzitutto essere definiti con precisione i compiti dei diversi attori sociali in campo, salvaguardando il ruolo di governance che spetta ad un soggetto pubblico come Arpal e che non può che passare attraverso il potenziamento dell’offerta a gestione diretta dei servizi”. Per questo, insistono i rappresentanti dei lavoratori Arpal, come avvenuto nelle altre regioni andrebbe data priorità al piano di potenziamento dell'Agenzia, già finanziato dal Governo: “Non vorremmo – si legge ancora nel documento – che questi soldi andassero persi per consentire, successivamente, una esternalizzazione di servizi con conseguente dismissione delle attività di Arpal”. Tra le priorità di intervento i sindacati indicano la stabilizzazione dei 18 precari attualmente in forza all’agenzia con contratto a tempo determinato, ma in possesso dei requisiti per essere assunti a tempo indeterminato; nonché una opportunità di valorizzazione dell’esperienza svolta dai Navigator reclutati da Anpal servizi ed attualmente operanti presso i Centri per l’impiego. La proposta di modifica della legge regionale introduce, inoltre, la possibilità in Umbria per le aziende di assolvere gli obblighi di assunzione di soggetti disabili e categorie protette iscritti alla Legge 68/99 ricorrendo a convenzioni con cooperative di tipo B per evitare assunzioni dirette. “Una norma che a nostro parere andrebbe a colpire i soggetti più fragili e più bisognosi di inserimento lavorativo – si legge ancora nel documento di sindacati e Rsu - Vale la pena sottolineare che le cooperative non hanno tutta questa disponibilità di posti di lavoro, a meno che non vengano loro affidati appalti pubblici, e quindi si potrebbe creare un circolo vizioso tra affidamenti di servizi e possibili assunzioni”. A fronte delle tante criticità i sindacati chiedono una audizione alla commissione consiliare che si occuperà della discussione della proposta di legge, riservandosi la facoltà in quella sede di avanzare ai consiglieri proposte emendative di dettaglio.



17 Marzo 2021

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