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Contrasto all’evasione fiscale e contributiva, “ai Comuni umbri non interessa”

L’analisi del Servizio lavoro, coesione e territorio della Uil che ha elaborato i dati del provvedimento del Ministero dell’Interno del 23 settembre 2020


È l’amara constatazione che emerge dal rapporto del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della UIL che ha elaborato i dati del provvedimento del Ministero dell’Interno del 23 settembre 2020. Tra i peggiori in Italia proprio i 33 comuni della Provincia di Terni che per il 2019 hanno complessivamente incassato per la compartecipazione al contrasto all’evasione la misera somma di 165 euro. In realtà un solo il Comune di Narni ha attivato la procedura mentre gli altri 32 non hanno fatto proprio nulla. Tra questi anche il Comune di Terni che non ha incassato un solo centesimo, come del resto era avvenuto anche per il 2018. Addirittura quindi si è peggiorato rispetto alla ridicola somma di 100 euro incassata per il 2017. Non bene neanche in Provincia di Perugia dove su 59 Comuni solo 4 si sono attivati recuperando complessivamente 20.606 euro. La città di Perugia, in particolare, ha recuperato 1.859 euro e cioè molto meno dell’anno precedente (euro 6.041) e del 2017 (euro 7.075). Gli altri Comuni che si sono attivati, oltre quello di Perugia, sono: San Giustino 18.397,21, Tuoro sul Trasimeno 249,96, Marsciano 100,00. Tanto per fare un raffronto: in valori assoluti, i Comuni ubicati in provincia di Bologna hanno incassato complessivamente 1,6 milioni di euro; in provincia di Milano 900 mila euro; in provincia di Torino 673 mila euro; in provincia di Genova 618 mila euro; in provincia di Modena 615 mila euro. Del resto in Italia solo 387 comuni (il 5.1% del totale) hanno attivato lo scorso anno l’attività di contrasto all’evasione fiscale. A Genova hanno recuperato 580 mila euro, a Torino 518 mila, a Milano 355 mila, a Bologna 260 mila, a Roma 66 mila, a Napoli 12 mila, Catania 2.500 euro; Palermo 2.000 euro mentre Bari e Cagliari non hanno recuperato nulla. In generale rallenta la compartecipazione dei Comuni al contrasto all’ evasione fiscale: le somme spettanti quest’anno ai Comuni per la loro partecipazione all’attività di accertamento fiscale e contributivo per l’anno 2019 ammontano a 7,8 milioni di euro, in diminuzione del 31,8% rispetto all’ anno precedente. Dal 2010, anno in cui fu introdotta la norma della compartecipazione dei Comuni al contrasto all’ evasione fiscale, i Comuni hanno recuperato 116,8 milioni di euro, frutto di segnalazioni “qualificate” all’Agenzia delle Entrate. Se si analizza l’andamento delle somme recuperate - spiega Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL - si è passati da 1,1 milioni di euro del primo anno (2010) a quasi 3 milioni di euro del 2011, transitando per gli 11 milioni di euro del 2012 e a 17,7 milioni di euro del 2013. L’apice si è toccato nel 2014 con un incasso di 21,2 milioni di euro, per poi rallentare e diminuire costantemente a partire dal 2015. Tra l’altro i condoni o la pace fiscale varati negli ultimi anni rischiano di rendere vana l’azione già deludente dei Comuni nel contrasto all’ evasione fiscale e contributiva e, conseguentemente, al recupero di importanti risorse. I Comuni, sottolinea Gino Venturi Segretario della UIL Umbria, devono e possono fare molto in chiave antievasione, non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse a livello locale, ma anche perché sono i primi presidi sul territorio. Anche il sindacato deve spingere di più per il rafforzamento degli uffici comunali preposti e per una formazione adeguata del personale. Una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva permetterebbe di ristabilire equità e giustizia sociale, nonché di valorizzare il tessuto produttivo in grado di creare lavoro “sano” e “duraturo”. A livello di singoli Comuni il Comune di San Giovanni in Persiceto (BO), lo scorso anno, ha recuperato 1,2 milioni di euro, diminuendo di 300 mila euro la performance dell’anno precedente. Segue la Città di Genova che lo scorso anno ha incassato 580 mila euro; Torino 518 mila euro; Milano 355 mila euro; Bologna 260 mila euro; Prato 250 mila euro; Brescia 205 mila euro; Bergamo 190 mila euro; Rimini 166 mila euro; Cernusco sul Naviglio (MI) 158 mila euro.



06 Ottobre 2020

Economia